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Impianto riscaldamento autonomo

CLIMANET leader per l'impianti di riscaldamento autonomo. La tendenza degli ultimi anni in materia di impianti di riscaldamento e' quella di passare dall'impianto centralizzato all'impianto autonomo. Questo significa che ogni appartamento dispone di una propria caldaia.

Tanti modi per avere un'impianto di riscaldamento autonomo.

Caldaie murali o a basamento, stufe e radiatori murali. Nella scelta occorre considerare con attenzione:

  • dimensioni e struttura della casa (monolocale o grande appartamento, in condominio o unifamiliare);
  • ubicazione (area geografica, esposizione solare);
  • utilizzo (abitazione principale o secondaria);
  • dimensioni ed esigenze del nucleo familiare.

Un’abitazione è dotata di riscaldamento autonomo quando l’impianto che serve a mantenere caldi gli ambienti durante la stagione fredda è posizionato interamente nell’immobile. Si può far ricorso a caminetti, stufe a legna o a pellet, ma la soluzione adottata nella grandissima maggioranza dei casi è appunto quella di una caldaia alimentata a metano e collegata a un sistema di tubazioni e caloriferi.

Il principale vantaggio del riscaldamento autonomo è, appunto, l’autonomia, ossia la facoltà di accendere e spegnere l’impianto a piacimento. Sempre nei limiti di legge, che impongo di non scaldare le abitazioni oltre i 20 gradi (+2 gradi di tolleranza) e prescrivono l’inizio e la fine della stagione in cui è consentito riscaldare, variabile da regione a regione.

L’impianto centralizzato è in generale più conveniente, soprattutto con l’introduzione dei sistemi di contabilizzazione individuale. Il nuovo sistema permette infatti di unire la maggiore efficienza delle caldaie centralizzate al vantaggio di poter pagare per il calore effettivamente utilizzato.

Il riscaldamento autonomo resta in ogni caso attraente per chi vuole avere totale libertà di accendere e spegnere il riscaldamento a proprio piacimento. Inoltre, la presenza impianto termoautonomo rappresenta un elemento positivo per chi vuole vendere casa perché solitamente è più ricercato sul mercato e aumenta il valore dell’immobile.

Da giugno 2013, il nuovo testo dell’articolo 1118 codice civile prevede che un condomino possa staccarsi dall’impianto centralizzato, a condizione che dal suo distacco non derivino «notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini». Chi sceglie di staccarsi resta comunque tenuto a concorrere al pagamento delle spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la sua conservazione e messa a norma, mentre non deve più contribuire al pagamento del combustibile necessario a far funzionare la caldaia.

Per staccarsi, occorre dare comunicazione all’amministratore, accompagnandola con una perizia di un tecnico abilitato che confermi che il distacco non comporti squilibri o aggravi di spesa per gli altri condómini.

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